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  NEWSLETTER - APRILE 2007



Sommario:

La ricetta nel paniere: "Su coccoi de Pasca" (il pane pasquale)

Le meraviglie del Sarcidano: Il Nuraghe "Arrubiu"

Il meglio del Diario

Pastori e fattori a distanza




La ricetta nel paniere:
"Su coccoi de Pasca" (Il pane pasquale)


"Su coccoi de Pasca" o pane pasquale è l'uovo di pasqua dei nostri nonni. Qualche giorno prima di Pasqua le famiglie si riunivano a preparare il pane e contemporaneamente preparavano questa specialità che ricorre a questo particolare evento da tantissimo tempo!!

Questo è tutto l'occorrente per prepararlo e poter assaporare un'antichissima tradizione sarda:


Ingredienti:

2 panettini di lievito di birra;

1kg di farina (semola di grano duro);

acqua bollente q.b. per sciogliere il lievito;

acqua tiepida q.b. per fare l'impasto;

uova fresche di gallina.


Preparazione:

Prendere la farina e impastare con l'acqua
tiepida affinchè si raggiunga una soluzione
compatta come ci illustra zia Rosa, la zia preferita della famiglia Concas!!




Sciogliere il lievito con l'acqua bollente in una ciottolina e amalgamarlo insieme al restante impasto. Una volta aver impastato il tutto per bene lasciare riposare il composto per circa 10 minuti.





Nel frattempo infarinare il tavolo, prendere l'impasto e preparare delle forme ben decorate e varie (in antichità queste forme erano ispirate ad animali e frutti) dove al centro verrà applicato l'uovo.



Una volta pronti prendere delle uova sode cotte precedentemente e preparare delle forme (vedi foto) da applicare poi a tutte le uova.
Quando il tutto è pronto applicare l'uovo decorato alla base precedentemente preparata su misura e mettere nel forno.


Verificare la cottura di persona affinchè essa proceda bene e una volta che il pane prende
un colorito dorato togliere dal forno.
Oltre ad essere una delizia è dav
vero una meraviglia anche da vedere!!!



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Le meraviglie del Sarcidano:
Il Nuraghe "Arrubiu"




Il "NuragheArrubiu" si trova a Orroli, un
paese di circa 3000abitanti al centro del Sarcidano.
E' un monumento che risale al XIV secolo a.c., raggiunge un'altezza di 15 metri ed è formato da una torre centrale e cinque laterali. Questo è l'unico nuraghe detto "pentalobato" e cioè circondato da una cinta muraria articolata in cinque lati protetti da altrettante torri e per ora è il più grandeconosciuto.

Costruito con massi di basalto rossi come i licheni che li ricoprono (da qui anche il nome " Arrubiu", cioè "rosso", dato dalla colorazione dei licheni che lo ricoprono) e dominata da unagigantesca torre centrale alta quattordici metri che prima di svariati crolli raggiungeva circa 27 metri.

La formazione del nuraghe è molto complessa e consta di almeno 19 torri articolate intorno a diversi cortili; partendo dal centro si hanno in successione: una torre maggiore, centrale (mastio),un bastione con 5 torri ai vertici di un pentagono, una cinta esterna (antemurale), un'altra cortina muraria esterna con 5 torri e infine altre 3 probabili torri.

La torre centrale comprende una camera coperta alta circa 11 metri, ancora perfettamente intatta. Originariamente altre due camere ed una terrazza finale si sovrapponevano al vano del piano terreno fino a raggiungere un'altezza di circa 30 metri. Di fronte a questa è presente un cortile nel quale venne scavato un canale per il drenaggio delle acque piovane ed un pozzo per la loro raccolta. Lo spazio tra il bastione e l'antemurale è diviso in quattro cortili dove si estende il l'intero villaggio.

Questa struttura occupa una superficie di
circa 3 kmq. escluso il villaggio che si trova al di fuori delle cinte murarie. L'abbandono della struttura avvenne causa di un improvviso crollo che provocò la distruzione totale di tutta la parte alta delle diverse parti del bastione causato dal cedimento del basamento di roccia sul quale l'imponente monumento poggia.
Anche questo, come d'altronde tutti gli altri monumenti Sardi è davvero una rarezza, se doveste passare da queste parti è una cosa da non perdere!!



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Il Meglio del Diario di Marzo



Emilio ormai è diventato una star! Con tutti i giornalisti che vogliono intervistarlo quasi si è dimenticato di fare il pastore, meno male che il piccolo Fumo riesce a sostituirlo bene!! Beh, forse il pastore è un mestiere che non si può dimenticare facilmente, soprattutto se si esercita da tanto tempo come Emilio che da quando era piccolo pascolava persino le mucche.
Nonostante tutto c'è sempre qualche intralcio, ora con una nuova legge sull'agricoltura le pecore saranno costrette ad indossare un'orecchino per essere riconosciute e tantissimi pastori come Emilio non sono favorevoli visto che un vero pastore riesce a riconoscerle senza alcun oggetto addosso che oltretutto potrebbe provocare problemi agli animali!!
Comunque sia Emilio è sempre ottimista: la sua campagna verde, le sue pecore che pascolano assieme agli uccellini e la vista di paesaggi bellissimi non fanno altro che renderlo felice e metterlo di buon umore!!



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Pastori e fattori a distanza


Grazie al vostro aiuto siamo riusciti ad allevare 72 pecore su 100... ne mancano ancora 28, il traguardo è ormai vicino!!

E anche questo mese Sardiniafarm vuole ringraziare di cuore alle persone che hanno contribuito concretamente alla nostra iniziativa:

Oscar Amlesù, Maria Paolorosso, Nadia e Paolo Mariucci, Angela Gerarda Guarnieri, Gian Cristoforo Turri, Guido Caboni, Marzia Pistacchio, Maria Pia Palandrani Hana Alvaro e Sergio.

Grazie di cuore!!!!

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